Provincia di Belluno
luglio 2006
Tesori d’arte nelle chiese dell’Alto Bellunese
AGORDINO
8 luglio - 10 settembre 2006
Con l’inaugurazione in programma domani alle 16 nella chiesa arcidiaconale di Agordo si completa il progetto Tesori d’arte nelle chiese dell’Alto Bellunese.
Il progetto è nato quattro anni fa in Cadore grazie al GAL Alto Bellunese e con la Provincia di Belluno a fare da capocordata d’un gruppo numeroso, composto da Enti pubblici, Diocesi, Soprintendenze e sponsor privati.
D’obbligo, a questo punto, tirare un po’ le somme dell’esperienza.
Lo fa per tutti il Vice presidente ed assessore alla cultura della Provincia di Belluno, Claudia Bettiol: “La condivisione del progetto da parte di tanti e diversificati soggetti è già di per se un successo da sottolineare.
L’Amministrazione provinciale, infatti, ha trovato interlocutori competenti e costruttivi con cui dar corpo e gambe all’idea nata dall’illuminata mente del compianto vescovo Savio. Vanno quindi riconosciuti gli sforzi e dato merito a tutti quei soggetti che si sono e si stanno adoperando a livello locale per il mantenimento e la valorizzazione del bene culturale costituito dalle chiese e dalle opere d’arte in esse conservate. Un obiettivo che non è solo conservativo o di pura estetica monumentale, ma che, innanzitutto, aiuta la crescita nelle comunità locali della consapevolezza dei valori presenti sul territorio. Una presa di coscienza collettiva che diventa risorsa sostanziale anche in campo turistico. Non è certo una novità d’altronde, che l’ospitalità sia una ricchezza da costruire, coltivare e supportare, tanto più preziosa e richiesta, quanto più armonica in tutti gli ingredienti che costituiscono l’ambiente in senso lato. Occorre pertanto lavorare in sinergia, con costanza, metodo e mezzi, sia sul piano amministrativo che finanziario, sia sul piano organizzativo che della conoscenza. Il progetto Tesori d’arte nelle chiese dell’Alto Bellunese rispecchia perfettamente questa logica che l’amministrazione provinciale persegue con convinzione. Contiamo di condividere in futuro molte occasioni analoghe, da sviluppare sull’intero territorio provinciale in modo da costituire un unicum di offerta strutturata, partecipata, rivolta all’interno ed all’esterno a varie fasce sociali, capace di generare momenti continuativi di approfondimento e conoscenza, fonte di imprenditorialità nuove e remunerative.
La formazione di accompagnatori per le visite guidate in loco e la produzione di strumenti informativi e di studio quali le pubblicazioni ed i Cd rom sulle chiese di Vigo di Cadore, di Comelico-Sappada, della Val di Zoldo e, quest’anno, dell’Agordino, vanno appunto in questa direzione, aprendo agli appassionati ed ai visitatori un ventaglio di nuove ed originali opportunità di conoscenza della nostra provincia”.