Una scuola per il territorio bellunese
Feltre, 26 settembre 2011 - La scuola estiva «Land use and climate change: adaptation strategies for mountain areas» si pone come obiettivo principale l’orientamento della pianificazione urbana, territoriale e ambientale all’adattamento delle comunità locali ai cambiamenti climatici in corso nelle aree montane, contribuendo alla formazione di esperti in progettazione e pianificazione ambientale.
Durante la scuola, le cui lezioni frontali e laboratori si svolgeranno al Campus universitario feltrino di Borgo Ruga, verranno forniti elementi conoscitivi in merito al processo ed identificati approcci di mitigazione e contenimento a scala vasta, cercando di rispondere all'insieme di domande che deriva dai cambiamenti climatici. Al di là della ciclicità dei fenomeni metereologici, gli effetti di questi cambiamenti sono già evidenti nei paesaggi collinari e montani, nei problemi di gestione integrata del ciclo delle acque con impatti sulla qualità della vita e la competizione fra ambiti insediativi. Queste domande generano inedite spinte nella direzione dell’aggiornamento delle strategie di adattamento, mitigazione e contenimento, con interessanti esperienze di pianificazione integrata.
Un laboratorio internazionale per le Alpi bellunesi
Lo scorso anno accademico la Commissione Europea aveva permesso di organizzare a Feltre una scuola internazionale a Feltre con l’erogazione di un contributo specifico per la mobilità e la gestione delle attività di didattica e tutoraggio, parzialmente cofinanziate dalla Fondazione per l’Università e l’Alta Cultura.
Università Iuav e Fondazione per l’Università hanno riproposto anche quest’anno la scuola internazionale (che si svolge in lingua inglese) per permettere a studenti di discipline affini (architettura, pianificazione territoriale, geografia, scienze ambientali, architettura del paesaggio) di rispondere congiuntamente ad alcune domande chiave: come può il territorio bellunese rispondere con gli opportuni adattamenti territoriali agli scenari di clima che cambia? In che modo le città e i paesi medio-piccoli della provincia possono rispondere a questa sfida? Qual è il ruolo del Parco delle Dolomiti Bellunesi? E quello delle associazioni di categoria legate al mondo del turismo?
Lo scorso anno alcuni amministratori locali hanno segnalato la necessità di fornire gli uffici tecnici dei comuni e della provincia di linee guida, strumenti di valutazione specifica perchè possano operare adeguatamente nell’ottica del cambiamento climatico.
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Scheda del corso
I cambiamenti climatici richiedono una sostanziale modifica degli approcci alla pianificazione della città e del territorio. Da tempo è in corso un aggiornamento della manualistica accompagnato da importanti innovazioni giuridiche e strumentali. Numerose sono anche le esperienze in corso in molti paesi supportato dall’impegno delle comunità e da nuove consapevolezza delle pubbliche amministrazioni e dei principali soggetti economici. In Italia, e nel Veneto in particolare, le esperienze sono ancora limitate e preliminare risulta la loro traduzione in norme, processi e strumenti adeguati. I governi e le amministrazioni locali, le organizzazioni internazionali e la comunità scientifica necessitano di informazioni aggiornate sulle condizioni degli ambienti di montagna per potere sviluppare le opportune strategie per rallentare il trend del riscaldamento globale o almeno mitigarne gli effetti più rilevanti e avviare le opportune politiche di adattamento nei casi di irreversibilità. La montagna costituisce una straordinaria piattaforma per monitorare il cambiamento climatico e i suoi effetti. Le aree montane possono essere considerate rappresentative di un'area vasta che solo teoricamente risulta ancora incontaminata; inoltre le montagne influenzano il clima locale e globale, sebbene il loro ruolo in tal senso non sia sempre compreso fino in fondo. Solo un monitoraggio ambientale accurato può ampliare la conoscenza dei fenomeni in corso ma, soprattutto, aiutare nella definizione delle politiche per la conservazione degli habiat e per uno sviluppo sostenibile dei sistemi montani.
Principali temi delle lezioni e del laboratorio
- Cambiamenti climatici e aree montane. Principali indicatori e trend;
- La percezione del cambiamento climatico nelle Dolomiti bellunesi e feltrine;
- Cambiamento climatico e turismo montano. Dinamiche relative alla domanda e all’offerta. Effetti economici e sociali;
- Mobilità sostenibile per le aree montane
- Strategie di adattamento e mitigazione. Introduzione a strategie e strumenti di pianificazione nel cambiamento climatico. Esperienze nell’arco alpino
La scuola si svolgerà per 11 giorni complessivi. Le prime 5 giornate saranno dedicate alle lezioni frontali, le successive 5 ad un’attività di laboratorio per l’elaborazione di un documento strategico e di progetto per il territorio bellunese.
In particolare gli studenti saranno chiamati ad elaborare un manuale/prontuario di soluzioni ad uso degli uffici tecnici degli enti locali, del Parco delle Dolomiti Bellunesi e della Provincia di Belluno che coprano, tra gli altri, i seguenti aspetti:
- indicazioni di tecnica e pianificazione urbanistica a livello dei PAT e PATI elaborati dai comuni;
- indicazioni per la gestione delle attività turistiche, in particolare le stazioni sciistiche invernali e i luoghi di accoglienza (malghe, rifugi, etc.);
- progetti ed iniziative in risposta ad esigenze del territorio (emerse negli incontri con gli attori locali)
- indicazioni per il monitoraggio dei cambiamenti dell’ambiente alpino
Il lavoro sarà condotto con la collaborazione costante dei soggetti locali che saranno coinvolti in una fase preliminare della scuola, al fine di creare interesse ed aspettative da parte del territorio stesso.
La scuola è organizzata in lezioni frontali e laboratorio dal 26 Settembre al 6 Ottobre 2011.
Docenti (lista provvisoria):
Roberto Barbiero, Osservatorio Clima Trentino
Virginio Bettini, Iuav
Vanni Bulgarelli, Coordinamento Nazionale Agende 21 Locali
Luca Cetara, Accademia Europea di Bolzano
Francesco Musco, Iuav<
Davide Ferro, Iuav
Silvia dalla Costa, Iuav
Silvio Nocera, Iuav
Silvia Verones, Università di Trento
Valter Bonan, Federparchi
Pedro Rogrigues, UTL Lisboa
Sergi Nuss, Universitat de Girona
Francesco Pastrorelli, CIPRA Italia
Tutor: Silvia Santato
La scuola fornisce 6 CFU crediti universitari europei agli studenti partecipanti.