"Geometrie come specchio del realismo"
“Pittura astratta come santuario interiore, asilo per l’anima: visibile, come nel 1910 sosteneva Hamerton, oblò aperto sull’esperienza, alla conversazione, alla ricerca secondo Drawseb (1867).
In Lorena si sente l’utilizzo della geometria specchio del realismo che equilibria energie centrifughe e centripete alla ricerca di accordi e di armonie in cui si proiettano fisicità, spiritualità ed intelletto”.
Francesca Lauria Pinter (critico d'arte)  |
"Non schegge ma armonie".
“Informale, si potrebbe chiamare, la geometrica creazione che sentiamo respirare attraverso i colori delle tele di Lorena, ma le ricerche possono essere considerate antiche: come la scuola delle geometrie di Pitagora o di Euclide, in cerchi e quadri. Una presentazione dalle mille forme conosciute nel converso ciclo dei colori.
In Lorena, figlia d’arte, si riconosca l'astratto-informale, semplice, di cui Kandinzkij è stato l’iniziatore (“Giallo, rosso, blu” del 1925; “Accento in rosa” 1926; “Alcuni cerchi” 1926) che lei tiene nella memoria profonda. E in terreno fertile. Mai si fa interprete di un irrazionale geometrico nel rigoroso alternarsi di bianchi e neri alla maniera del più recente Ruckriem. Ne è rinnovata interprete, ma solo a colori attraverso l’evocazione grafica. Conferisce ai suoi “giochi”, come ama chiamarli, il sapore dell’avanguardia costruttivista ma sviluppa con le sue invenzioni combinazioni dettate dall’armonia personale. Quelle di un cromatismo surreale. Non “schegge” ma armonie, composizioni talora sospese nello spazio, tal altra, pur con ritmo raffinato, saldamente poste per terra”.
Dietro distesa cromica firmata
In forme e segni di segreta mente…
Espresso giace recondito il pensiero.
Slancio scritto… aire dopo l’occhio socchiuso
A rimirarti dentro. Sembra contrasto, ma non è difficile
capire che prima viene anima, cuore, sangue…
che pulsa fiotto di colore.
Conosco dentro. Ho letto i meandri
Minotico labirinto entro al quale cela
ancora sentimento in guscio di noce…
Cosa vuoi che sia geografico, segreto… alfabeto da capire?
Sono colore, rime… un po’ concave, ora chiaramente più convesse.
Luce”
Massimo Deyla, poeta e manager del materico Giovanni Schiaroli |