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   Mostra di incisioni di Francisco Goya

Feltre, Galleria Via Claudia Augusta, 20 dicembre 2008-6 gennaio 2009



LEGGETE ANCHE IL COMUNICATO STAMPA DEL 16 DICEMBRE



  “Disparates” o ” Proverbios”.
Incisioni di Francisco Goya
Feltre, Galleria Via Claudia Augusta, dal 20 dicembre 2008 al 6 gennaio 2009
Inaugurazione: Sabato 20 dicembre, ore 17.00.
Orario: Sabato, domenica, Santo Stefano ed Epifania: dalle 10 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.00.
Chiuso: 25 dicembre 2008 e 1° gennaio 2009.
Info: tel. 0439/885242; email museo@comune.feltre.bl.it.

Francisco GoyaUn ciclo grafico di Francisco Goya, quello dei Proverbi, verrà proposto al pubblico bellunese per la prima volta rivelando la rinnovata sensibilità dei cultori feltrini verso le opere grafiche di grandi artisti.
A Feltre, per iniziativa dell’Assessorato alle Politiche della Cultura, saranno in mostra dal 20 dicembre 2008 al 6 gennaio 2009 i 18 fogli che costituiscono l’ultima serie grafica realizzata da Goya, intitolata i Disparates, o Proverbios.
Il ciclo incisorio che verrà esposto nella Galleria Via Claudia Augusta, in Piazza Maggiore, costituisce una delle opere più misteriose dell’artista spagnolo di cui quest’anno ricorre il 180° anniversario della morte, avvenuta a Bordeaux il 16 aprile del 1828.
Fra le serie di incisioni di Goya, la raccolta dei Disparates è sempre stata quella che ha dato le maggiori difficoltà interpretative agli storici per l’ermetismo delle composizioni. Di queste lastre Goya ci ha lasciato alcuni disegni preparatori, spesso del tutto mutati nel corso dell’incisione e una tiratura di prova. In calce ad alcuni di questi fogli di prova ha scritto a penna una sorta di titolo, che inizia sempre con la parola “disparate” ossia follia, non senso. Solo quarant’anni dopo, nel 1864, la moderata assennatezza degli accademici spagnoli suggerì di dare alla serie, che allora si pubblicava per la prima volta, il titolo meno provocatorio di “Proverbi”, anche se quest’ultima sua serie di incisioni sembra aver poco a che fare con i proverbi e molto con la follia. I temi ed i soggetti restano enigmatici e gli studiosi d’iconografia ancora s’industriano nel tentativo di decifrarli. Ma sono sforzi vani e forse anche superflui: se Goya qui mette in scena la follia, perché cercare nella follia una ragione?
Oltre al ciclo completo de I Proverbi saranno mostrati all’attenzione dei visitatori anche alcuni fogli dei Capricci ed alcune tavole della Tauromachia, tra le quali la  celebre incisione del Cid Campeador, oltre a qualche foglio dei Disastri della guerra.
L’Amministrazione Comunale, sensibile a questa iniziativa, la ha sviluppata unitamente ad alcuni appassionati estimatori e collezionisti privati locali e con la collaborazione dell’Associazione “Fenice: arte, cultura, turismo”.

Allegata: Un’incisione in mostra.


Alcune note biografiche su Francisco  Goya

Nasce il 30 Marzo 1746 a Fuendetodos, un piccolo paese vicino a Saragozza. Nel 1763 si trasferisce a Madrid, per lavorare come apprendista studio del pittore José Luzán y Martínez . Nel 1769, Francisco Goya, parte per l’Italia e si stabilisce a Roma e da qui  invia a Parma il quadro "Annibale vincitore che rimira per la prima volta dalle Alpi l'Italia", per partecipare al concorso per l'ammissione all'Accademia di Parma. Tornato in patria Goya si stabilisce a Saragozza dove gli vengono commissionati alcuni affreschi per la basilica del Pilar.  Nel 1774 Goya riceve l'incarico di dipingere alcuni cartoni destinati all’arazzeria reale di Santa Barbara e, tra il 1775 e il 1792, ne dipingerà  ben 63, con soggetti bucolici e popolari, rappresentati, secondo i gusti dell'epoca, in modo artificioso e teatrale. Nel 1780, viene accolto come membro della Reale Accademia di San Fernando di Madrid. Nel 1783, ingaggiato dal fratello del re, Don Luis, Francisco  lavora al palazzo d'Arenas de San Pedro, vicino a Toledo, dedicandosi prevalentemente a ritratti in vario formato, dipinti ad olio. Il quadro più noto di questo periodo è senza dubbio  "La famiglia dell'Infante Don Luis". Dal 1785 gode della protezione dei duchi d'Osuna, eseguendo soggetti campestri per la loro residenza di campagna e alcuni ritratti di famiglia. Viene nominato, prima Vice-Direttore della sezione di pittura all'Accademia e poi Primo Pittore di Corte nel 1786.  Nonostante la cattiva salute dal 1794 al 1800 Goya dipinge un gran numero di capolavori. I soggetti sono spesso ispirati dal gruppo dei suoi amici liberali, aspetti di vita popolare, ma anche le prime scene di follia, stregonerie e supplizi. Il suo stile cambia poco a poco, abbandona l'uso dei colori freschi per gli effetti monocromatici, usando una pennellata più aspra ed incisiva. Dal 1797 Francisco Goya inizia a lavorare ai Capricci, una serie di  80 incisioni in grande formato, numerate e firmate, che sono una satira appassionata all'eterna miseria umana vista attraverso i costumi del suo tempo. Con l'utilizzo, artisticamente sapiente dei bianchi e dei neri, Francisco Goya riesce ad ottenere effetti estetici e psicologici unici, esprimendo, con grande fantasia, la sua ribellione contro ogni forma di oppressione e superstizione. Le incisioni Disastri della guerra eseguiti da Goya tra il 1810 ed il 1820 e le due celebri "Fucilazioni"del 1814: il 2 maggio 1808 e il 3 maggio 1808, documentano in modo drammatico le feroci rappresaglie dell'esercito di Napoleone e le sofferenze del popolo spagnolo.
Nel 1824 parte per la Francia e si stabilisce a Bordeaux dove muore il 16 Aprile del 1828.





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