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Oltre le Vette

Oltre le Vette 2011OLTRE LE VETTE
METAFORE, UOMINI, LUOGHI DELLA MONTAGNA

In autunno a Belluno la quindicesima edizione di

 

Oltre le Vette 2011
La montagna come metafora dei sentimenti umani

1 – 14 ottobre 2011


 

austo De Stefani

PROGRAMMA 2011

  • VENERDI 30 SETTEMBRE ore 15 – Dolomiti EXPO, Longarone Fiere Presentazione Oltre le vette OLV sarà presente all’Expo con un suo stand
  • SABATO 1 OTTOBRE
    ore 18 – Auditorium Inaugurazione della 15° edizione di Oltre le vette – metafore, uomini, luoghi della montagna
    ore 21 – Teatro Comunale Racconti e suoni per il Nepal. Con l’alpinista Fausto De Stefani e i chitarristi S. Guiducci e M. Saviola. Serata di solidarietà per costruire a Kirtipur l’ambulatorio medico “Giuliano De Marchi” Per i 120 anni della Sezione CAI di Belluno
  • DOMENICA 2 OTTOBRE
    ore 21
    – Teatro Comunale Nanga Parbat di Joseph Vilsmaier (D) La pellicola ripercorre i momenti salienti dell’avventura drammatica di Reinhold Messner, incolpato a lungo di aver abbandonato il fratello Gunther lungo una spedizione sulla vetta del Nanga Parbat In collaborazione con il TrentoFilm Festival
  • MARTEDI 4 OTTOBRE
    ore 17.30
    – Sass Muss, Sospirolo L’arte come display sulla natura Rapporti e interazioni Dibattito e visita alle mostre, in collaborazione con Dolomiti Contemporanee
  • MERCOLEDI 5 OTTOBRE
    ore 17.30
    – Auditorium Riviste di montagna: tendenze a confronto Tavola rotonda coordinata da Dante Colli
    ore 21 – Auditorium L’alpinismo femminile Incontro con la scrittrice e regista Ingrid Runggaldier
  • GIOVEDI 6 OTTOBRE
    ore 15
    – Palasport De Mas Free-climbing day Boulder e torretta d’arrampicata a disposizione di bambini e ragazzi con gli istruttori della Climband Belluno
    Ore 21 – Auditorium Biologia delle Dolomiti In collaborazione con il GDS – Gruppo Divulgazione Scientifica
  • VENERDI 7 OTTOBRE
    ore 17
    – Archivio di Stato, via S. Maria dei Battuti 1991 – 2011: 20 anni della Fondazione Giovanni Angelini
    La Biblioteca della Fondazione G. Angelini: luogo d’incontro per la cultura, la ricerca e la divulgazione scientifica sulla Montagna
    Convegno a cura della Fondazione G. Angelini
    ore 21 – Teatro Comunale La ballata della donna ertana Incontro con lo scrittore Mauro Corona
    Letture in ertano antico con il fisarmonicista Paolo Forte
  • SABATO 8 OTTOBRE
    ore 10.30
    – Auditorium Gli ostacoli al volo durante l’elisoccorso Convegno in collaborazione con il CNSAS – Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico
    ore 17.30 – Auditorium IV^ edizione del “Premio Letterario Giuseppe Mazzotti Juniores” Annuncio dei vincitori e presentazione della V^ edizione del “Premio Letterario Giuseppe Mazzotti Juniores”. Presentazione e assegnazione del “Premio Silla Ghedina” VII edizione per la migliore scalata sulle Dolomiti nel 2010
    ore 21 – Teatro Comunale I grandi alpinisti. Una storia d’amore e d’alpinismo Incontro con Nives Meroi e Romano Benet. Proiezione di Io sono le montagne che non ho salito Coordina Daniela De Donà
  • DOMENICA 9 OTTOBRE
    ore 17.30
    – Auditorium Scalata sportiva: dai ragazzi dello Zoo di Erto a uno sport di successo consolidato. La breve storia e la rapida evoluzione di un gioco in continua crescita Dibattito coordinato da Sandro Neri e Claudio Dalla Palma
    Ore 21 – Teatro Comunale Omaggio a Dino Buzzati Proiezione del film Barnabo delle montagne regia di Mario Brenta. Con la partecipazione del regista
    A cura di Ivano Pocchiesa
  • VENERDI 14 OTTOBRE
    ore 17.30
    – Teatro Comunale Quale futuro per la montagna: scelte e soluzioni responsabili Interverranno al dibattito alcuni parlamentari
  • SABATO 22 OTTOBRE
    ore 17
    l'Auditorium Comunale di Belluno
    Incontro "Custodi dei rifugi delle Dolomiti" .
    In collaborazione con la Sezione CAI di Belluno


  • LE ESPOSIZIONI

  • 1 – 15 OTTOBRE 2011
    ore 15.00 – 18.00 Sala De Luca
    Benito Saviane, un protagonista della montagna Bellunese – Mostra Fotografica

  • 1 – 30 OTTOBRE 2011
    ore 15.00 – 19.00 Auditorium – Aula didattica
    Dal martedì alla domenica
    Nuovi Sentieri: 40 anni di editoria di montagna
    Presentazione di volumi e Autori Claudio Barbier, un mito dell’arrampicata
    A 50 anni della traversata solitaria delle tre pareti nord delle Tre Cime di Lavaredo

        


Comunicati Stampa


La 15° Edizione di Oltre le Vette si è chiusa, sabato 22 ottobre nella sede dell’Auditorium Comunale, con un dibattito partecipato e corale riguardante i gestori dei rifugi alpini e le tematiche sensibili alla loro attività.

Alla presenza dell’Assessore Passuello e delle dirigenza del CAI Veneto nella veste del presidente di Belluno, Alessandro Farinazzo, del presidente Veneto Emilio Bertan e del presidente della Commissione Veneta Rifugi , e Claudio cappelli responsabile Ascom; si sono sviscerati, in un dialogo sereno e propositivo, i numerosi problemi che affliggono la gestione dei rifugi dolomitici, alla luce della normativa regionale che equipara il rifugio ad una struttura alberghiera.

Al di là delle esigenze che il territorio Dolomiti Unesco richiede alle strutture di accoglienza, quali le necessarie ristrutturazioni ed interventi di ammodernamento, vi sono delle problematiche che i gestori dei rifugi hanno evidenziato e che riguardano prevalentemente l’allacciamento della corrente elettrica e la manutenzione delle vie di accesso agli stessi, le norme di igiene e di sicurezza oltre ad altri investimenti che i budget dei rifugi non consentono di effettuare.

“Il dibattito di sabato- ribadisce l’assessore Maria Grazia Passuello - ha aperto un percorso di dialogo con i gestori dei rifugi e con la dirigenza del CAI bellunese e veneto, che sicuramente troverà una sua continuità necessaria per consentire ai rifugi di continuare a essere presidio essenziale per chi frequenta la montagna. I gestori svolgono una preziosa opera di accoglienza, conoscenza e promozione del nostro territorio, indispensabili “custodi” della “casa degli alpinisti”.

Nell'animato dibattito vi è stata la partecipazione dell’assessore al Turismo della Provincia di Belluno, Alberto Vettoretto, del Consigliere regionale Sergio Reolon, di gestori, di presidenti di sezioni CAI, di autorità Cai, tutti hanno ribadito la necessità di discutere, in sede di Regione Veneto, alcuni articoli relativi alla legge sul turismo, in particolar modo quelli relativi ai rifugi alpini e rifugi escursionistici.

Interventi propositivi sono inoltre stai suggeriti per quanto riguarda una maggiore rappresentanza dei gestori dei rifugi alpini in seno all’Ascom di Belluno, qui rappresentato da Claudio Capelli, e la necessità di avviare nei rifugi, tramite l’utilizzo dei fondi regionali del “progetto di eccellenza” , la predisposizione alla banda larga satellitare. E' stato presentato anche il nuovo resyling del sito del CAI aggiornato sulla situazione dei rifugi di tutto il Veneto.

Un dibattito corale e propositivo, quello relativo ai gestori dei rifugi alpini, che chiude con uno sguardo sereno la 15^ edizione di Oltre le Vette con la dimostrazione che andare “oltre” è possibile, trovando nuove soluzioni e nell’ottica di un dialogo aperto e responsabile.

www.oltrelevette.com www.caibelluno.it


La ballata della donna ertana

A Oltre le Vette l'incontro con Mauro Corona ed il suo ultimo libro

Domani, 7 ottobre – Teatro Comunale di Belluno – ore 21.00

Non poteva mancare un incontro con Mauro Corona ad Oltre le Vette 2011.
Il suo ultimo libro La ballata della donna ertana (Mondadori, 2011) si sposa appieno con i due temi principe dell'edizione in corso: la montagna come metafora di un percorso di vita, delle innumerevoli sfaccettature dell'animo umano nella sua più profonda intimità, e la montagna vista con gli occhi delle donne.

Il libro di Corona è un viaggio nel mondo duro e crudele delle donne di montagna del secolo scorso. Vita colma di avversità e dolore ma anche di immenso coraggio e grande forza.

La protagonista trascorre le sue giornate tra la fatica del lavoro nei campi e la crudeltà di un marito violento, con un'unica immensa gioia: i figli. Incarna il destino di tante donne e madri dei nostri paesi di montagna, schiacciate nel fisico e nel cuore, alle quali veniva tolta ogni speranza di un futuro migliore.

E' dedicato a sua madre ed alla sua Erto il libro di Corona, che attraverso pennellate calde e potenti dipinge, come solo lui sa fare, la montagna più crudele e nel contempo vera, quella degli uomini e delle donne che l'hanno vissuta e ancora la vivono.

Mauro Corona

Scrittore, alpinista e scultore, nasce nel 1950 sul carretto dei genitori friulani, venditori ambulanti, sulla strada che da Pinè porta a Trento. Dopo i primi anni dell'infanzia trascorsi in Trentino ritorna con la famiglia al paese d'origine Erto (PN), dove ancora oggi vive.

Ha ereditato dal nonno scultore la passione per il legno e dal padre cacciatore la passione per le vette. Mauro Corona è uno dei più apprezzati scultori lignei contemporanei, noto a livello europeo; esperto alpinista (ha aperto numerosi percorsi sulle Dolomiti) e scrittore di fama internazionale. Molti suoi romanzi sono stati tradotti in diverse lingue fra cui il cinese. Ricordiamo La montagna (2002), Storie del bosco antico (2005), Fantasmi di pietra (2008), Il canto delle manere (2009), La fine del mondo storto (2010).


 

La montagna al femminile
A Oltre le Vette l'incontro con la scrittrice e regista Ingrid Runggaldier

5 ottobre 2011 –  Auditorium Comunale di Belluno – ore 21.00
Ingrid Runggaldier L'incontro di domani sera con la scrittrice Ingrid Runggaldier è uno dei momenti più importanti dell'edizione 2011 di Oltre le Vette. Il filo conduttore dell'edizione in corso è infatti incentrata sul concetto di metafora, la montagna intesa come simbolo di un percorso di crescita personale che alpinisti di livello internazionale hanno sempre descritto come uno degli aspetti più faticosi delle loro imprese in parete.
Ingrid Runggaldier è uno degli esempi più affascinanti e potenti di quanto la montagna segni un alpinista anche dal punto di vista umano, intimo e personale. Nel suo recente libro “Frauen im Aufstieg” (Donne in ascesa) la scrittrice affronta il tema della salita intesa non solo come conquista della montagna ma anche come ricerca di un proprio ruolo nella vita. Più che inneggiare alle imprese alpinistiche nella loro spettacolarità atletico-tecnica la Runggaldier preferisce concentrarsi sulle motivazioni personali e le conseguenze che hanno segnato la storia dell'alpinismo femminile. Il libro evidenzia come le donne, al pari degli uomini, siano state protagoniste di imprese d'eccezione che hanno segnato la storia dell'alpinismo mondiale ma compie, soprattutto, un'interessante ed approfondita riflessione su come, nel passato, il passo più lungo e faticoso per raggiungere la cima fosse quello che permetteva di superare la soglia di casa e liberarsi dal ruolo stereotipato imposto alle donne sino ad allora.

Quella di domani sera sarà una chiacchierata a tre  tra Ingrid Runggaldier, Bepi Pellegrinon e Dante Colli, che accompagnerà il pubblico in un intenso viaggio nell'alpinismo femminile . Saranno inoltre proiettate bellissime immagini  sulla storia dell'alpinismo in rosa non solo sulle Dolomiti patrimonio UNESCO, che del rosa sono le regine in ogni senso, ma sulle più belle vette del mondo.
E' un appuntamento, quello con la scrittrice altoatesina, fortemente voluto sia dal Comune di Belluno, nella figura dell'assessore Maria Grazia Passuello ,sia dai curatori di Oltre le Vette che molto credono ed investono in questa edizione nell'alpinismo al femminile.

Ingrid Runggaldier
Nata a Bolzano nel 1963 e cresciuta a Ortisei in Val Gardena, Ingrid Runggaldier proviene da una famiglia di alpinisti: il padre, Franz fu guida alpina e uno tra i fondatori delle famose guide alpine Catores e del Soccorso Alpino della Val Gardena. Egli insegnò a Ingrid ad amare la montagna e la portò sulle cime più belle delle Dolomiti. La madre di Ingrid, alpinista anche lei, fu la prima donna membro volontario effettivo del Soccorso Alpino in un’era cosiddetta precellulare, per questo trascorse gli anni in cui il marito era a capo del Soccorso in casa a prestare servizio telefonico.
Ingrid ha studiato lingue e letterature straniere all’università di Innsbruck. Ha più volte soggiornato in Inghilterra, negli Stati Uniti e in Francia, per preparare la sua tesi di laurea sullo scrittore Oskar Jellinek. Ha insegnato inglese all’Istituto Tecnico e alla Scuola Media di Ortisei. Dal 1997 lavora come traduttrice presso l’ufficio Questioni Linguistiche della Provincia Autonoma di Bolzano. Vive con la sua famiglia a Bolzano e ha tradotto e pubblicato svariati testi dall’inglese in ladino. Ha realizzato vari programmi radiofonici e reportage televisivi, tra i quali “Daheim in Jerusalem” e “La montagna al femminile”, con il quale ha partecipato a vari Festival, compreso il Cervino International Film Festival. Scrive articoli su argomenti che vanno dall’alpinismo, all’emancipazione femminile, fino alle minoranze etniche e linguistiche. E’ membro del Consiglio Direttivo del Filmfestival della Montagna di Trento.


L'assessore Maria Grazia Passuello allega il comunicato relativo all’evento del 2 ottobre 2011
Domenica 2 Ottobre – Teatro Comunale

La montagna più crudele

“Nanga Parbat”
A Oltre le Vette il film che ripercorre la drammatica scalata in cui perse la vita il fratello di Reinhold Messner

Domenica, 2 ottobre – Teatro Comunale di Belluno – ore 21.00

I curatori di Oltre le Vette, in collaborazione con il TrentoFilm Festival, dedicano questo secondo incontro dell'edizione 2011 alla proiezione del film “Nanga Parbat” del regista tedesco Joseph Vilsmaier, che a quarant'anni di distanza ripercorre la drammatica vicenda vissuta in Pakistan dal grande alpinista Reinhold Messner, a lungo accusato della morte del fratello minore Günther, avvenuta in quota.

Nel giugno del 1970, al seguito di una spedizione guidata dall'alpinista tedesco Karl Maria Herrligkoffer, i fratelli Messner furono i primi a conquistare la cima del Nanga Parbat (8125m), la “montagna nuda”nel Karakorum, salendo dal difficile ed allora inviolato versante meridionale, il Rupal, considerata la parete con il maggior dislivello al mondo; per giunta in stile alpino, privilegiando quindi la rapidità e compattezza di un piccolo gruppo rispetto alle imponenti spedizioni, e senza ossigeno.

A causa della stanchezza accumulata durante la salita, Günther disse di non sentirsela di scendere dal medesimo versante, ed i due fratelli scelsero così il più agevole versante ovest, il Diamir, allora ancora inesplorato. Lungo il percorso il fratello minore, rimasto dietro, sparì, probabilmente travolto da una valanga. Reinhold lo cercò, senza successo, e alla fine scese da solo, ricomparendo al campo base dopo sei giorni con gravi conseguenze di congelamento ai piedi.

Pesanti accuse furono subito mosse ai danni di Messner, in particolare dai compagni di spedizione Max von Kienlin e Hans Saler. I due, che non erano riusciti a salire in vetta, dissero che Reinhold aveva abbandonato il fratello alla ricerca dell'eccezionale impresa alpinistica. Un'accusa orribile che egli provò a smentire per anni e che venne sfatata definitivamente solo nell'agosto del 2005 quando il corpo di Günther fu trovato a 4.300 metri di quota, ai piedi della parete Diamir, esattamente nel luogo indicato da Messner.

La trama del film

Monaco, 24 settembre 1970. Il dottor Karl Maria Herrligkoffer sta tenendo una conferenza sulla spedizione che ha vittoriosamente guidato solo pochi mesi prima alla conquista della vetta del Nanga Parbat, salendo per la prima volta l'inviolata parete Rupal, quando interviene inaspettato Reinhold Messner per confutarne le parole e raccontare la propria versione di quanto accaduto.

Il regista: Joseph Vilsmaier

Nasce a Monaco di Baviera il 24 gennaio del 1939. Apprezzato direttore della fotografia con alle spalle numerose esperienze televisive di successo, esordisce dietro la macchina da presa alla fine degli anni ’80 imponendo attraverso veri e propri «drammi visivi» la sua singolare e curiosa visione del mondo in cui insoliti punti di vista sposano una visione filantropica della storia e delle miserie umane. Tra i suoi successi, l’amaro e guerresco Stalingrado (1992), forse la sua opera più conosciuta, e i drammatici e malinconici Marlene (2000) e Leo und Claire (2001). Il regista ha vinto ben tre volte il Bavarian Film Prize. Nel 1996, con il film Schlafes Bruder, ha vinto il Gran Premio Città di Trento, Genziana d'Oro. Tra le sue produzioni più recenti troviamo: Leo und Claire (2001); Drei Engel für Dr. No (2001).


Oltre le Vette 2011
La montagna come metafora dei sentimenti umani
1 – 14 ottobre 2011

Parte il 1° di ottobre, l'edizione 2011 di Oltre le Vette,la rassegna culturale organizzata dal Comune di Belluno giunta alla sua quindicesima edizione; uno degli appuntamenti più attesi del panorama alpino e in particolare dell'autunno cittadino, occasione  rara e preziosa per dar voce alla montagna nelle sue molteplici espressioni.

L’edizione di quest’anno presenta un taglio più prettamente legato al concetto della metafora con tutta la forza espressiva legata al suo significato. La montagna come simbolo del percorso di vita, palestra rigorosa per comprendere appieno quel legame tra uomo e alte vette come dialogo da affrontare con la necessaria umiltà.
Un percorso di crescita personale che alpinisti di livello internazionale hanno sempre descritto come uno degli aspetti più faticosi ma anche più entusiasmanti delle loro imprese in parete. Esperienze di vita che molto possono raccontare e trasmettere a tutti, anche a coloro che la montagna la vivono solo di riflesso.

Le nostre splendide Dolomiti Patrimonio Unesco, così come tutte le montagne del mondo, si lasciano vivere e conquistare da uomini e donne di grande preparazione atletica e tecnica che tuttavia sono esseri con  le
le loro fragilità che dal rapporto rispettoso con la natura, molto hanno imparato.

Oltre le vette 2011 è confronto e dialogo tra i tanti aspetti in cui si articola e si esprime la cultura della montagna. Un percorso per osservare la montagna “oltre”, come lo stesso titolo suggerisce, verso il futuro ma con un occhio attento e prezioso alla tradizione e alla storia dell'alpinismo.
Al passato ed agli scalatori del secolo scorso è dedicata l'immagine emblema dell'edizione di quest'anno, in particolare a due donne immortalate dall'obiettivo di Vincenzo Piatti nel 1907 sulle Pale di San Martino. E saranno le donne tra i principali protagonisti di questa edizione.

Oltre le vette 2011 inserisce quest’anno un’ulteriore novità: non più un curatore ma più curatori, quattro precisamente, persone di grande esperienza e sensibilità alpina. Nel coordinamento complessivo svolto dall’Assessore alla Cultura del Comune di Belluno Maria Grazia Passuello, hanno realizzato importanti appuntamenti e puntato verso il futuro con scelte di comunicazione al passo con i tempi come per esempio il sito internet, rinnovato e dinamico, giornale interattivo continuamente aggiornato con un'interfaccia verso i principali social network.

Per due settimane Belluno diviene così luogo di incontro, confronto e esposizione per l'attento pubblico, proveniente da tutto il Nordest, che vuole seguire gli eventi in programma. Tra gli appuntamenti di punta di quest'edizione 2011 vi sono quello del 7 ottobre con lo scrittore Mauro Corona, al quale seguirà  con gli alpinisti Nives Meroi e Romano Benet, Una storia d'amore e d'alpinismo;la serata del 9 ottobre sarà dedicata al grande Dino Buzzati con la proiezione del film Barnabo delle Montagne diretto da Mario Brenta, presente alla serata.

Oltre le Vette è organizzato dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Belluno, con il sostegno della Regione Veneto e del Consorzio Comuni BIM Piave, il patrocinio della Provincia di Belluno e del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi.

UFFICIO STAMPA OLTRE LE VETTE
WG Comunicazione
Piazza Vittorio Emanuele, 2 - 32100 BELLUNO
Tel. 0437 291085 - Fax 0437 956575
www.oltrelevette.it ▪ oltrelevette@comune.belluno.it


Racconti e suoni per il Nepal

A Oltre le Vette 2011 montagna e musica si uniscono in memoria di Giuliano De Marchi

1 ottobre – Teatro Comunale di Belluno – ore 21.00

E' dedicato all'ascolto il primo appuntamento dell'edizione 2011 di Oltre le Vette; con i suoni che arrivano dai racconti di vita in quota dell'alpinista Fausto De Stefani e dalla musica del chitarrista Simone Guiducci e del controbassista Massimo Saviola, che ne completano così la narrazione integrandola con splendide sonorità.

Un evento che si sposa perfettamente con il tema dominante di questa quindicesima edizione, ovvero la montagna come metafora dell'animo umano. La magia della musica e le suggestioni del racconto per una serata di grandi emozioni.

Saper ascoltare è dote indispensabile per chi vuole entrare in sintonia con la montagna, per percepirne i suoni ma anche comprenderne i silenzi. Quello che il pubblico del Teatro Comunale di Belluno compirà domani sarà un vero e proprio viaggio tra racconto e musica, magicamente uniti oltre la montagna, “oltre le vette”, per un nobilissimo fine: una serata di solidarietà per costruire a Kirtipur, a pochi chilometri da Kathmandu (Nepal), un ambulatorio medico dedicato a Giuliano De Marchi, il medico ed alpinista bellunese tragicamente scomparso nel 2009 durante un'escursione sull'Antelao.

“Ho ricevuto molto dalla montagna e questo è il mio modo di ricambiare” ha recentemente dichiarato Fausto De Stefani spiegando le ragioni del suo impegno a favore di questo progetto. Una serata che si preanuncia speciale, occasione ideale anche per festeggiare i 120 anni della sezione bellunese del CAI.

Fausto De Stefani

Alpinista, naturalista, fotografo, Fausto De Stefani nasce nel 1952 in provincia di Mantova. Negli anni '70 matura esperienze in ambienti montani extra-europei, con importanti salite in Africa, nelle Americhe, in Asia. Oltre che dal punto di vista tecnico, le sue spedizioni si mettono in evidenza soprattutto per l’essenzialità dell’attrezzatura e per l'attenzione che rivolgono ai temi ambientali. Nel 1983 sale il K2, la sua prima vetta sopra gli 8000 metri. In seguito rende assidua la sua frequentazione in Himalaya e nel Karakorum, dove, tra i pochi al mondo, sale senza ossigeno le 14 montagne più alte della terra. Alpinista di chiara fama, è conosciuto soprattutto per l'infaticabile impegno in campo naturalistico. Sempre in prima linea, anche nelle manifestazioni di denuncia del disprezzo ambientale, è tra i fondatori dell’associazione internazionale “Mountain Wilderness”, di cui è garante internazionale, ed attualmente presidente della sezione Italia. Da anni svolge attività divulgative a favore della conoscenza delle tematiche naturalistiche e dei problemi ad esse connessi, con conferenze e mostre didattiche in scuole ed università. Partecipa a numerosi lungometraggi e documentari che narrano del rapporto tra uomo e territorio. Ampio rilievo ha assunto l'attività di fotografo, per la quale è conosciuto come un raffinato e poetico documentarista di natura e persone. Le sue immagini sono state esposte in numerose città europee e pubblicate su riviste specializzate internazionali. Negli ultimi anni, il suo impegno è rivolto alla realizzazione di progetti umanitari in Nepal, costruendo scuole e promuovendo sviluppo culturale.

Simone Guiducci e Massimo Saviola

Il Chitarrista Simone Guiducci e il contrabbassista Massimo Saviola collaborano ormai da più di vent'anni in diversi settori della ricerca musicale , partendo a metà degli anni '80 nell'esplorazione di diversi generi, in un percorso che negli anni ha attraverso il jazz, il blues, la musica brasiliana . Negli ultimi dieci anni i due musicisti mantovani, pur continuando a frequentarsi musicalmente , hanno diversificato le loro singole attività fino ad arrivare di recente a progetti che hanno visto Saviola collaborare ( fra gli altri) con il cantautore Alessandro Ducoli, Elisabeth Cutler, Corimè, il gruppo Hippie Tendencies con la vocalist statunitense Lisa Simmons , con i quali ha all'attivo diverse produzioni discografiche , mentre Guiducci ha intessuto con il proprio progetto Folk-Jazz GRAMELOT , collaborazioni discografiche con personaggi come Don Byron, Erik Friedlander, Eberhard Weber e Maria Pia De Vito. Entrambi compositori ed arrangiatori, oltre che strumentisti , coltivano da anni la comune passione per la canzone d'autore, contribuendo così in maniera significativa a produzioni dedicate all'esplorazione dell'universo della parola applicata alla canzone. In questa direzione si colloca la collaborazione con artisti come lo scrittore Paolo Bergamaschi ( per tanti anni collaboratore prima di Alexander Langer e poi Daniel Cohn-Bendit ) , con il quale si sono recentemente esibiti presso l' Auditorium "Yehudi Menuhin" del Parlamento Europeo a Bruxelles , con la Cantante Anna Maria Castelli ( con la quale Guiducci si è esibito recentemente a Tokyo e Vancouver) e con altri personaggi fra cui occorre ricordare lo scenografo e regista Ernesto Castagna, gli attori Mario Valdemarin e Omero Antonutti.

 

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