Belluno, 2 settembre 2009
"trame acquerellate " le opere di Nives Stocco
Nives Stocco in mostra dal 2 settembre all'8 novembre 2009 a Pedavena.
Esposizione delle opere di Nives Stocco nella Sala degli Elefanti
Inaugurazione ore 18.30 del 2 settembre 2009 a cura di Luigi Zorzi
Trame acquerellate
“Trame acquerellate”. Opere di Nives Stocco, esposte nella “Sala degli elefanti” della Birreria Pedavena.
La mostra è curata da Adriana Cuerincing Lanciato per il Centro Culturale Europeo “Carlo Rizzarda” di Feltre
La creatività, cioè la poiesis, che impronta ogni persona dalla nascita e che la asseconda nei diversi campi del sapere e del fare, può essere facilmente atrofizzata o resa latente, se male indirizzata da una educazione miope o puramente tradizionalistica. Ma succede talvolta che le vicende della vita, sfasciando presunte certezze e vere banalità acquisite, liberino dal guscio il germe antico che trasforma la vita di chi ha la fortuna di subire questa metamorfosi.
E’ questo il caso di Nives Stocco, poetessa dell’acquarello, che dieci anni fa decise di seguire un corso di pittura: acquarello appunto, ma non da casalinga in libera uscita.
Digiuna all’inizio di tecnica e di materiali ma, per sua fortuna, anche di presunzione e di stereotipi figurativi, dopo un rigoroso apprendistato è riuscita in breve a dare eleganza, proporzione ed edonè profonda alle sue creazioni con quel misterioso ed impalpabile colpo d’ala che si chiama poesia.
Siano fiori, frutti, nudi, riflessi d’acqua o montagne (così lontane dall’intrinseco di una planiziale come lei), tutto sulla carta dipinta acquisisce armonia propria, un “nuovo” godibile nel divergere dal modello.
Dice Nives: -Non riuscirei a far nulla, se non ricevessi un imput dal reale. Il dipingere astratto, fine a se stesso, non appartiene alle mie corde.
Eppure, a guardare i dettagli coloristici di ogni suo lavoro, soprattutto degli ultimi, salta agli occhi una miriade di linee e di tonalismi con incredibili variazioni e ricche soluzioni cromatiche, che con il reale hanno poco da spartire. Ma quello che convince di più è la pulizia dei segni e delle campiture, sinonimo di capacità tecnica e di controllo della materia pittorica. Di casuale c’è ben poco. Quello che convince del suo procedere pittorico sono la tenace ricerca e il continuo progredire verso soluzioni sempre più complesse, figlie del fuoco interiore e di una inesausta curiosità. Di sicuro per lei non si può ancora dire: -Visto un quadro, visti tutti!
Inaugurazione mercoledì 2 settembre alle ore 18,30 con presentazione a cura del professor Luigi Antonio Zorzi.
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