I segreti dello Scialpinismo
Un corso base organizzato dalla Scuola del Cai
Articolo di Nicla Panciera (Corriere delle Alpi, giovedì 29
dicembre 2005)
Praticabile durante la maggior parte dell’anno, rende frequentabili
anche d’inverno quegli ambienti incontaminati raggiunti d’estate.
A basso impatto ambientale, garantisce un autentico contatto con la
natura ed è uno degli sport preferiti dagli amanti della montagna
perché regala suggestivi panorami ed esperienze uniche lontano
dalle folle rumorose che frequentano le piste. E’ lo sci alpinismo,
i cui segreti saranno svelati a tutti durante il corso base (Sa1)
organizzato dalla Scuola Bellunese di alpinismo e sci-alpinismo della
sezione di Belluno del Cai, che partirà il 13 gennaio prossimo
e le cui iscrizioni si aprono domani l’altro, il 30 dicembre.
Oltre che dalle uscite sulla neve, le cui mete verranno comunicate
di volta in volta, a seconda delle condizioni meteorologiche e nivologiche,
il corso sarà costituito anche da otto incontri teorici il
venerdì sera, nella sede del Cai di Belluno (piazza Giovanni
Bosco 11), durante i quali verranno fornite ai partecipanti le conoscenze
di base riguardo a sicurezza in montagna, attrezzature necessarie,
nozioni di nivologia e valanghe, topologia, pronto soccorso e preparazione
di una escursione scialpinistica. Insomma, tutto quel bagaglio culturale
che permetterà ai diplomati di muoversi in sicurezza nella
montagna invernale, ben più ricca di insidie, come neve, freddo
e vento, di quella estiva. Sbaglia chi crede che da un tale corso
si impari a sciare fuoripista, spiegano gli istruttori. Questo aspetto
costituisce anzi una minima parte del corso, che vuole invece fornire
una certa autonomia agli sciatori nell’affrontare “in
piena coscienza e adatta conoscenza” escursioni di sci alpinismo
di medio livello. Nel pieno rispetto della filosofia del Cai, intento
sempre a promuovere la sicurezza in montagna, d’estate come
in inverno.
Conoscere le varie strategie per evitare gli incidenti è essenziale
quanto il saper comportarsi quando ormai il peggio è accaduto.
“Basti pensare che il 90% degli incidenti da valanga è
causato dal passaggio dell’uomo (alpinista, ciaspista, scialpinista
che sia) e sarebbe quindi controllabile”, spiega l’istruttore
Rocco Reolon. “Inoltre, altrettanto importante è la conoscenza
delle tecniche di soccorso e degli strumenti quali sonda, pala e arva”.
Solo il 5% degli individui travolti da valanga muore sul colpo, ma
la probabilità di salvare il restante 95% da decesso, causato
da ipotermia e mancanza di respirazione, diminuisce in modo proporzionale
con il tempo che l’individuo rimane sepolto sotto neve. Quindi,
essenziale è il pronto intervento dei compagni di escursione
entro i 15 minuti: attendere il soccorso sarebbe fatale.
Dopo la presentazione del corso, in programma venerdì 13 gennaio,
la domenica successiva si svolgerà una breve uscita sulla neve
in Nevegal con i 22 istruttori, allo scopo di selezionare gli aspiranti
partecipanti; per poter essere ammessi non è necessario saper
sciare benissimo, ma è sufficiente essere in buona forma fisica.
Le iscrizioni sono possibili telefonicamente dalle 19 alle 20 dei
giorni 30 dicembre e 3, 5, 10 e13 gennaio allo 0437 931655. Per ottenere
altre informazioni, chiamare il direttore della scuola Mauro De Benedet
(335 7080054) e il direttore del corso Furio De Benedetto (0437 32416).
Per coloro che supereranno brillantemente il corso base Sa1, a partire
da marzo ci sarà il modulo avanzato Sa2.