Il giorno di mercato ha favorito la presenza di
molta gente ieri mettina in piazza dei Martiri
Ressa e mugugni per il debutto delle svendite
E' partita la caccia all'acquisto vantaggioso, ma per i più i prezzi rimangono alti
di Nicla Panciera (Corriere delle Alpi, domenica 8 gennaio 2006)
Con il primo giorno di saldi, ieri, è partita la rincorsa
all’acquisto vantaggioso. Sarà stata la vacanza prolungata
ancora per un paio di giorni dopo l’Epifania, sarà che
il sabato mattina all’appuntamento con il mercato non si viene
meno, comunque ieri il centro e la piazza dei Martiri erano affollati
di persone provenienti dall’intera provincia a caccia di buone
occasioni.
Con una o due borse per mano, dentro e fuori i vari negozi, alcuni
anche solo per dare un’occhiata. Consumatori preparati, con
un occhio al costo e uno alla qualità, a volte perfino a conoscenza
del prezzo esposto prima della svendita. Notano come la vetrina venga
spesso rifatta prima dei saldi, indice di una possibile vendita al
ribasso di merce dell’anno scorso, o come all’interno
non si trovino i bei capi esposti in vetrina, forse come civetta.
Percepiscono come ridicoli questi ribassi:”Una borsa in svendita
costa 300mila lire. E’ il risultato di due anni di rialzo dei
prezzi. Per quanto mi riguarda, questi sconti sono inutili e non mi
invogliano affatto”, dichiara un’anziana donna, esprimendo
un pensiero condiviso da molti. Ma c’è anche chi ha atteso
proprio questa giornata per acquistare beni necessari, in particolar
modo capi d’abbigliamento che altrimenti non si sarebbe potuto
permettere. “E’ ingiusto che si debba attendere per avere
il necessario”, dichiara Savina Stiz, in centro per caso e non
certo per i saldi, sui quali è scettica: “Disapprovo
questa politica di non sapere il valore delle cose. E’ un po’
sospetto che, dopo settimane di acquisti sfrenati a ridosso di natale,
il prezzo della merce venga ribassato tanto: quanto vale davvero?”.
Come lei, in tanti guarderanno soltanto, gli armadi già pieni
a differenza del portafoglio, magari facendo tappa al mercato, che
sembra fare concorrenza ai negozi del centro. Come Maria Pia, che
controlla i prezzi indicati in vetrina, curiosa di smascherare qualche
imbroglio. Lei e la sua amica, entrambe bellunesi, hanno fatto acquisti
al mercato,”il 20% di sconto su merci che conosciamo, le vediamo
ogni sabato”. Annita Piol, di Limana, fa il suo solito giro
in centro:”Ho comperato una maglietta. Mi paiono buoni, gli
sconti esposti”. Eppure, molti lamentano l’esiguità
dei ribassi, deludenti rispetto all’anno scorso, quando si era
partiti già con alcuni 50%.
Nell’andirivieni mattutino, non manca chi agli acquisti proprio
non pensa. “I saldi? Davvero? E quando cominciano?”, si
chiedono Odilla e Vittoria, dirette sì in un negozio, non per
comperare ma per ritirare un cellulare vinto con i punti. “Non
acquistiamo nulla, né in saldo né a prezzo completo”,
rispondono ridendo. Sono soprattutto le loro coetanee, giovani ragazze,
ad affollare i negozi d’abbigliamento. Si scelgono capi in saldo,
sfiziosi, lasciandosi trascinare dall’occasione. Federica e
Alessia sono venute da Castellavazzo:”Saldi o no, questo è
il nostro solito giretto del sabato, ci siamo fatte un regalo con
i nostri soldi e nello stesso negozio di sempre”.
Irene, accompagnata dal papà nel suo tour del centro, ha le
idee chiare :”Avevo adocchiato degli stivali di cui avevo bisogno
e ho atteso questo momento per l’acquisto”, precisa.
Seguire l’ispirazione del momento piacerebbe a tutti; con un
po’ d’attenzione si può fare. Alessandra è
partita da Limana molto presto ed ora, cullando il suo neonato, attende
il marito, entrato in un negozio:”Dobbiamo fare a turno per
lo shopping. Acquisteremo sia cose utili che futili; per il piccolo
Lorenzo qualche regalino, lui ha già tutto”.
In tanti sbirciano qua e là, “per farsi un’idea”,
rimandando l’acquisto ad un secondo momento, quando magari lo
sconto diventerà realmente conveniente. Acquisto che magari
poi non si farà, ma intanto si rimane meno scontenti, ammicca
una signora.
I commercianti molto soddisfatti del primo giorno di liquidazione
L'abbigliamento attira
Vanno a ruba piumini, pantaloni e maglioni
Sono i negozi d’abbigliamento a fare la parte del leone. Piumini,
maglioni, pantaloni, “tanto qui da noi il freddo dura ancora
tanto”. Il bilancio delle prime ore di saldi pare non dispiacere
ai commercianti del centro, che ammettono di aver ricevuto la visita
non solo dei propri clienti abituali, a caccia di uno specifico capo
di cui già conoscevano l’esistenza e il prezzo, ma anche
di visi nuovi, persone mosse dalla voglia di occasioni. Per attirarli
all’interno, qualcuno si attarda in vetrina ed espone all’ultimo
momento la doppia pezzatura.
Gli sconti, in qualche caso, erano già partiti a inizio settimana,
“ma venivano praticati in cassa, senza pubblicità alcuna,
non potendo far partire i saldi prima della data prevista”,
riconoscono i titolari. Anche per questo, tali negozi hanno potuto
comunque godere dell’effetto “entusiasmo delle prime ore”.
Non sono solo le donne ad amare lo shopping, ma anche i ragazzi si
muovono insieme alla ricerca di un cappotto o di scarpe. I negozianti
sono alle prese con più clienti per volta. Una febbre per i
saldi, insomma, dalla quale si vorrebbe trarre il massimo profitto.
Non solo in termini di vendite, ma anche di immagine. “Chi non
entra mai nel mio locale perché troppo costoso, ogni anno nei
primi giorni di saldo lo fa”, dichiara la proprietaria di un
noto negozio di calzature, “E riesce a portarsi via prodotti
di qualità che non si sarebbe mai potuto permettere altrimenti”.
I clienti preferiscono i primi giorni, quando ancora ci sono tutte
le taglie e i colori disponibili. Entrano e difficilmente escono a
mani vuote, a sentire i commercianti. Rispetto all’anno scorso,
inoltre, non ci sarebbero quelle differenze nell’entità
dello sconto rilevate da alcuni acquirenti, ma il ribasso del 20%
o del 30% è nella norma. C’è poi chi i saldi non
li fa, perché non ne ha bisogno, “tanto i clienti sanno
che applico sempre un certo sconto” . Per tutti gli altri, anche
quelli rimasti oggi poco più che vuoti, c’è ancora
più di un mese di tempo per aumentare le proprie vendite.