La Venere di Ricci Torna in Italia
di Valentina Damin (Corriere delle Alpi, 6 dicembre 2006)
Sebastiano nacque a Belluno nel 1659 Morì a Venezia
Finora era stato conservato all’estero in collezioni private
Sarà esposta dal 16 dicembre a Palazzo Thiene di Vicenza
Rientra in Italia la "Venere" del maestro bellunese
Sebastiano Ricci.
Icona eterea della bellezza dietro alla quale si cela il simbolo "dell'eterno
femminino", la "Venere con Amorini", capolavoro barocco
di Sebastiano Ricci, sarà presentata per la prima volta nella
storia al pubblico italiano il prossimo 16 dicembre
a Vicenza in occasione
dell'inaugurazione della mostra "Capolavori che ritornano" programmata
a palazzo Thiene.
L'acquisizione della "Venere" del Ricci, opera datata dagli
studiosi tra gli anni Ottanta e gli anni Novanta del Seicento, fa sì che
un importante capolavoro dell'arte veneta rientri definitivamente in
Italia. Finora, infatti, era sempre stato conservato in collezioni
private straniere ed esposto solo una volta a Bruxelles verso la fine
2003, in occasione della rassegna voluta e patrocinata dalla Presidenza
della Repubblica Italiana per inaugurare il semestre italiano di Presidenza
della Comunità Europea.
Il dipinto di Sebastiano Ricci, considerato uno dei principali
esponenti del Barocco e nato a Belluno nel 1659, è un olio su tela dove
la figura di donna diventa immagine eterna, rappresenta l'essenza stessa
della femminilità, intrinsecamente seduttiva.
- La "Venere" che sarà esposta a Vicenza è probabilmente
una delle prime rappresentazioni di questo tema realizzate dal grande
pittore bellunese, e molto deve all'ambito della pittura emiliana con
la quale il Ricci fu a lungo a contatto.
Nato a Belluno, Ricci si trasferì giovanissimo a Venezia, dove
entrò ben presto a far parte della bottega di Federico
Cervelli.
In seguito ad oscure vicende si trasferì a Bologna,
poi a Pavia, Parma, Roma, Firenze in Inghilterra, infine a Parigi prima
di fare ritorno in laguna, dove morì nel 1734, ma senza disdegnare alcuni
ritorni nei luoghi natii.
A lui risalgono pala e affreschi nella cappella
Fulcis della chiesa di San Pietro a Belluno e alcune tele conservate
a villa Guarnier di Tomo. Nella "Serenissima" si diede ad
un periodo di intensa attività: capo scuola della corrente "chiarista",
seppe influenzare non solo la pittura veneziana del '700, ma anche
quella europea.
La "Venere" andrà ad arricchire la presenza di opere
del Ricci conservate nella cittadina berica: al Museo Civico è esposta
la "Veduta di fantasia con rovine romane", opera della mano sapiente
di Sebastiano a fianco di quella del nipote Marco, mentre nella chiesa di San
Marco c'è la splendida pala con l'Estasi di Santa Teresa.
Accanto al capolavoro del Ricci saranno esposte le opere di altri artisti,
tra cui il notevole "San Francesco di Paola orante" del
Bencovich, giudicato dalla critica come uno dei vertici più alti
mai raggiunti dall'artista seicentesco. La mostra (promossa dalla Banca
Popolare di Vicenza) sarà aperta al pubblico, ad ingresso libero,
da martedì a venerdì dalle 15 alle 19 e sabato e domenica
dalle l0 alle 19.
Info in internet su S. Ricci.
http://www.provincia.venezia.it/querini/gallery/Pages/stanze/ricciMuttoni.htm
http://www.artericerca.com/ven_set/Riccis/RicciS.htm
sito molto ricco di informazioni bibliografiche e stilistiche
|