Intervista a Salvatore Braccialarghe,
a cura di Isabella Pilo
Il turismo all'aria aperta rappresenta, all'interno di una nuova concezione del turismo nazionale basata sui sistemi turistici locali, una importante opportunità per ampliare le occasioni di sviluppo, soprattutto per le realtà di piccole e medie dimensioni.
Il plein air, infatti, rappresenta sempre più una delle forme ideali per lo sviluppo turistico sostenibile nei comuni minori o più decentrati, che sono maggiormente in grado di conciliare l'offerta turistica con un impulso concreto verso lo sviluppo di nuove attività, ad esempio attraverso strutture agili ed efficienti e in grado di fornire un'integrazione al reddito tradizionale. Grazie a questi nuovi modi di offrire ospitalità agli amanti del plein air, molte piccole e medie realtà locali sono entrate, o possono entrare a fare parte, di un sistema a rete capace di valorizzare ogni attrattiva locale, lanciando messaggi di qualità e tipicità. Conosciamo appieno gli elementi già esistenti e operanti e le potenzialità ricettive in tal senso dell’area delle Dolomiti Bellunesi? Che cosa possiamo suggerire ai nostri Amministratori locali affinché si sensibilizzino maggiormente verso queste forme di turismo sostenibile?
A tal fine abbiamo chiesto a Salvatore Braccialarghe*, curatore della Collana “Le guide di Vivicamper” (ed. Vivicamper) che cosa pensa dell’accoglienza nell’area delle Dolomiti Bellunesi riservata agli appassionati del turismo itinerante (con particolare riferimento al turismo in camper).
S.B: Una premessa è necessaria: il turismo in camper è, ormai, un fenomeno in netta crescita sia in Italia che in tutta l’Europa Occidentale. A confermarlo bastano i seguenti dati ufficiali, che ritraggono l’immagine aggiornata di questo trend:
- 210.078 sono esattamente i camper circolanti in Italia al 31/12/2006;
- il fatturato della produzione camper si è assestato, sempre a fine 2006, a circa 750 milioni di Euro;
- 91.620 sono i camper costruiti in Italia sempre nel corso del 2006.
Di particolare interesse è questo settore per tutte quelle Comunità che – per vari motivi – si ritrovano al di fuori di quello che è il tradizionale circuito del turismo organizzato. Infatti, nella concezione classica del turismo, occorre che una località investa molto – in denaro e in risorse – prima che possa offrirsi come meta interessante sul mercato: questa condizione finisce inevitabilmente per premiare le grandi realtà, punendo quelle minori che vedono sempre più accrescere il loro distacco – in termini di strutture e di servizi offerti - dalle mete più celebrate e frequentate… È in questo contesto che dev’essere inquadrato il camper, l’unico strumento di vacanza flessibile sul territorio: il camperista possiede l’indubbia qualità di arrivare in una località, trascorrervi un po’ del suo tempo, spendervi un po’ dei suoi quattrini (acquisti, ristoranti, ecc.) e, infine, rimettere in moto il suo “giocattolo” e sparire all’orizzonte, senza aver alterato in nessun modo ciò che lì vi ha trovato. E ciò vale per uno come per mille camper… Ovviamente è necessario che un territorio offra il minimo indispensabile per una sosta corretta: un’area attrezzata (è sufficiente l’acqua e un pozzetto per lo scarico dei serbatoi) o, al limite, dei semplici parcheggi. È evidente, in quest’ultimo caso, che così non s’incentiverà mai la sosta prolungata, ma solo quella “mordi e fuggi”: tutti i camper hanno infatti bisogno di caricare e scaricare acqua almeno una volta ogni due giorni (o al giorno, a secondo di quello che è l’equipaggio). Per questi motivi ritengo che proprio i Comuni detti “minori” (naturalmente in senso turistico) possano trovare – se lo vogliono – nei camperesti utili alleati per far conoscere le loro bellezze e aiutare così a sviluppare ogni possibile forma di turismo. Con gli innegabili vantaggi che ciò può comportare! Una particolare funzione è quella che devono esercitare gli Enti Locali: solo i Comuni e gli altri Enti possono autorizzare e/o realizzare in proprio queste strutture, dal costo spesso minimale. E’ sempre poi necessario che l’informazione circoli: e quindi essere inseriti in Guide come le nostre aiutano non poco il fenomeno, permettendo un decollo più celere a questa nuova forma di turismo autogestito.

Nella foto: Area Sosta Camper di Feltre
Piantina delle località citate nella Guida del Veneto di Vivicamper.
I.P.: Lei che ha visitato le nostre Dolomiti Bellunesi per realizzare delle pagine indimenticabili su Feltre e dintorni, cosa pensa possa servire alle nostre località per migliorare la ricettività di un turista del plein air?
S.B.: Come detto sopra è veramente minimale quanto è necessario per incrementare questa forma di turismo: Feltre, con la sua bella Area di sosta attrezzata, ne è un positivo esempio! Ma quali sono le particolarità che fanno di un’area “normale” un’area “super”? Oltre ai suoi servizi (pulizia compresa) la sua centralità: il camperista – che in linea di massima non è dotato di mezzi di trasporto autonomi, salvo qualche bicicletta – ha necessità di essere vicino ai negozi e alle bellezze da visitare: un’area collocata nel parcheggio di un cimitero (ad esempio) a 3 o più chilometri dal centro abitato non potrà mai avere successo… Anche in questo Feltre è stata brava: l’area è ben servita ed è capace di svelare il fascino della città con una breve (e splendida!) passeggiata… Due solo le considerazioni che pongo all’attenzione delle Autorità: la possibilità di un ampliamento (non mi meraviglierei di un sovraffollamento nei week-end dopo l’uscita della Guida del VENETO!) anche in funzione di particolari manifestazioni di forte richiamo e la possibilità – ovviamente da vagliare sul luogo con le competenti Autorità – di dotare di un pozzetto di scarico e di una fontana l’ampio parcheggio antistante la Birreria Padavena, a tre soli km. di distanza…
I.P.: Secondo lei, quali elementi devono sussistere affinché un turismo sostenibile – come quello del plein air - possa risultare una risorsa per un territorio montano?
S.B.: Per un territorio montano valgono le stesse considerazioni già sviluppate, con alcuni consigli in più… Anzitutto localizzare un’area centrale da dedicare ai camper: essendo in montagna è opportuno che l’area si presenti pianeggiante (la notte altrimenti è impossibile dormire…) e che le distanze con il centro abitato siano le più contenute possibili (molti camperesti sono in pensione e quindi, se da un lato hanno tanto tempo, dall’altro hanno anche qualche difficoltà fisica…). Inoltre, in questo caso, è assolutamente necessario che la Comunità Montana, o chi per lei, si dia da fare sul piano della promozione: altrimenti ci sarà un bell’area che rimarrà poco frequentata!
I.P.: Che cosa ne pensa delle opportunità offerte dalle aziende agrituristiche ai turisti itineranti? Quali prospettive di sviluppo ha individuato nelle aree montane?
S.B.: Quello del fenomeno agrituristico in Italia è, per me, ancora un mezzo… mistero! Ovviamente una simile struttura dovrebbe essere assai appetibile per questo tipo di turismo, ma non sempre è così per diversi motivi: spesso queste aziende sono in aperta campagna e in luoghi isolati e non sempre accessibili facilmente per mezzi come i camper… Secondariamente è vero che possono offrire un’oasi di serenità, ma è altrettanto vero che spesso non vi è nulla di particolare da fare o da vedere… Terzo, in questo settore vi è poca trasparenza giuridica, con una ridda di normative locali che riescono a non consentire – in linea di massima – una certificazione ufficiale dell’azienda agrituristica che, per legge lo ricordiamo, dovrebbe offrire agli ospiti in gran parte suoi prodotti. Dovrebbe…
I.P.: Se dovesse dare un voto sull’accoglienza e sull’ospitalità ritrovata fra le nostre montagne, che voto darebbe?
S.B.: Impossibile dare un voto a situazioni tanto disomogenee: sarebbe un torto per alcuni e un premio immeritato per altri. Diciamo che le potenzialità che ho notato sono molteplici e meriterebbero un’attenta analisi per sfruttarle al meglio: ma occorre voglia d’impegnarsi in tutto da parte degli Enti locali, dallo studio alla programmazione, dallo sviluppo alla parte pubblicitaria. E, di tutto ciò, vi è poca disponibilità in genere. E qui mi piace ancora sottolineare la capacità dell’Amministrazione di Feltre che è stata capace – e pronta – nel captare le nuove richieste turistiche…
I.P.: Girovagando per la provincia di Belluno, dove avrebbe voluto trovare un’area attrezzata?
S.B.: Anche qui non si possono fare classifiche, essendo questo un compito di chi deve studiare l’intero territorio della Provincia e che ne conosce le mille possibilità. Mi sento però di affermare che, se un Comune vuole agganciare questo treno di opportunità che è il plein air, deve darsi da fare, con strutture ad hoc e lavorare sull’immagine: solo una programmazione seria e continuata potrà dare i suoi frutti! Noi, come Casa Editrice, abbiamo in procinto di realizzare – entro il 2008 – un volume del tutto particolare: raccoglierà una trentina di località – in tutta l’Italia settentrionale – selezionate e indicate come mete ideali per un weekend. Sarà una sorta di “compendio” delle località più interessanti (e interessate) allo sviluppo del plein air: e sarà anche un’occasione unica per figurare in questo best seller del turismo in camper. Naturalmente ogni località verrà poi da noi direttamente visitata e – a quelle più interessanti – verrà dedicato un apposito capitolo (da 6 a 8 pagine), con relativo servizio fotografico e tutte le informazioni utili per raggiungere e vivere il luogo. Attendiamo, dunque, anche dal Veneto le “candidature” con una mail a vivicamper@tin.it o telefonicamente in Redazione (0106450173).
I.P.: Se dovesse dare un voto da 1 a 10, che voto darebbe all’area camper attrezzata di Feltre?
S.B.: Un bell’8 all’area di sosta (che, ripeto, potrebbe essere un po’ ingrandita), invitando tutti i camperesti a venire a conoscere questo luogo incantato, così come ho fatto con il mio libro!
I.P.: Tre ragioni per cui un camperista dovrebbe visitare le Dolomiti Bellunesi….
S.B.: Costituiscono un ecosistema unico, dotato di notevoli bellezze paesaggistiche e naturalistiche: per la loro capacità di attrazione meriterebbero di essere conosciute (e apprezzate) assai di più: da parte nostra l’impegno per metterci a disposizione per eventuali iniziative mirate.
I.P.: In poche parole, che cosa significa per lei essere “camperisti dentro” ....?
S.B.: Potrei rispondere in tanti modi, dopo trent’anni di turismo “applicato”. Una però è quella a cui sono intimamente più legato: libertà. Di movimento, di programmazione, di realizzazione. Nessun obbligo, nessuna data da rispettare, nessun bollettino della neve da… temere! Viaggiare in camper significa gustarsi il proprio tempo libero, riscoprendone i valori: nulla di più bello – e romantico! – di vivere sul camper sotto una bella nevicata, o con una pioggerellina autunnale, o davanti ad una spiaggia immacolata, o su un alto fiordo norvegese, con il sole che non tramonta mai… Momenti di libertà – e di vacanza vera – che non hanno prezzo: provare per credere!
*Di recente è uscita la sua guida Vivicamper del Veneto (Veneto. Itinerari scelti), 2007 Genova, Ed. Vivicamper. Sito: http://www.vivicamper.it/