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Due ragazze entrano nel comitato provinciale che dovrà nominare nella prima riunione il siccessore di Granzotto

L'Anpi cambia lo statuto e apre ai giovani

Nel congresso di ieri, dure critiche alle modifiche costituzionali

di Nicla Panciera (Corriere delle Alpi, lunedì 12 dicembre 2005)

BELLUNO. L'Anpi non fa resistenza ai giovani e li accoglie grazie ad una modifica dell'articolo 23 del regolamento, approvata all'unanimità durante il XIV congresso svoltosi ieri, permettendo l'iscrizione all'associazione a tutti coloro che "condividono il patrimonio ideale, i valori e le finalità dell'Anpi". Infatti, ieri sono state elette membri del Comitato provinciale anche due ragazze, Marta Libertà De Bastioni, nipote sedicenne di Beppino Zangrando, e Giulia Totano. Proprio i giovani e la necessità di trasmettere loro i valori di libertà, democrazia, solidarietà, pace e giustizia sociale propri della Resistenza sono stati l'oggetto di numerosi interventi. Con un pensiero alla Costituzione ed uno alla situazione politica e culturale italiana, da più parti è emersa la consapevolezza della necessità di una nuova mobilitazione per difendere quei valori che sembravano acquisiti e che da qualche anno sono messi in discussione. Il presidente uscente dell'Anpi, Giorgio Granzotto, ha duramente criticato le modifiche apportate alla Costituzione dalla "dittatura della maggioranza" parlamentare, alla quale il comandante della divisione Garibaldi, Luigi Dall'Armi, ha rivolto parole di "rabbia per il modo villano in cui è stata trattata la Costituzione". Una riforma inaccettabile nel metodo, precisa Fistarol, "varata dal centro destra a colpi di maggioranza in base ai propri interessi, nonostante le contrarietà espresse da ogni parte". Un messaggio forte, che sta alla base dell'attualità della Resistenza, "è che ci ha insegnato a vincere anche per quelli che hanno perso, conferendogli cittadinanza nel processo democratico" continua Fistarol. "Oggi chi vince, lo fa per sè stesso", conclude. La battaglia referendaria per salvare la Costituzione inizierà con il nuovo anno, come ricorda il segretario provinciale della Cgil Renato Bressan, aggiungendo: "Nel 2006 festeggeremo anche il centenario della Confederazione generale italiana del lavoro". Sulla raccolta di firme annuncia: "Ci siamo dati come limite il 17 febbraio. Combatteremo insieme", con riferimento al comitato "Salviamo la costituzione" creatosi anche a Belluno in primavera. Parole di disappunto anche per la situazione della scuola, che dovrebbe essere in grado di trasmettere ai giovani il senso della storia, strumento essenziale per lo sviluppo della consapevolezza critica e contro la perdita della memoria. Un sincero mea culpa viene dal sindaco De Col, per il quale "la Resistenza è portatrice di valori attuali, ma alcuni vorrebbero fosse consegnata ai bignami della Storia. In questo, la sinistra pare confusa, non in grado di rispondere adeguatamente al revisionismo strisciante". Il pensiero và di nuovo ai giovani "che affollano le manifestazioni ecclesiastiche perché sono alla ricerca di valori, di cui il mondo laico non è affatto privo. Ma non sarà possibile sollevarci da questa situazione politica di incredibile volgarità, e nemmeno dalla crisi economica, senza un programma di ampio respiro, anche culturale". Per De Col, "non c'è bisogno di un becero anticlericalismo per vedere che la Chiesa entra troppo pesantemente nelle vicende dello stato". "Le manifestazioni legate al 60° anniversario della liberazione sono state un successo quanto a partecipazione", afferma Beppino Zangrando, "L'anno prossimo ricorrono i 60 anni della proclamazione della Repubblica, frutto della lotta delle formazioni partigiane. Ed è per questo che noi ci saremo", conclude. Il nuovo presidente, che succederà a Giorgio Granzotto, verrà eletto, come da regolamento, dal Comitato provinciale nei prossimi giorni.

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